Nascita del logo ARCOS

Il Logo Arcos nasce dalla mia personale storia nel mondo del tiro con l’arco, evoca la triste situazione in cui ho dovuto vivere nel mio percorso formativo. Rappresenta, comunque, ciò che potrebbero vedere gli occhi di un arciere nel momento del rilascio se potesse avviare il fermo immagine.

Alla nascita di Arcos, essendo io un socio fondatore, presi in mano la gestione della segreteria e quindi anche la realizzazione del sito e di tutte le componenti grafiche che necessariamente accompagnano la formazione di una associazione. Bisognava ideare un logo e tutti, tra i soci, si prodigavano nella ricerca di idee, qualcuno maggiormente abile con la grafica proponeva le varie stesure di immagini per rappresentare Arcos ma si finiva sempre con disegnare bronzetti nuragici, nuraghi o comunque ideogrammi stereotipati che non riuscivano ad andare oltre le solite raffigurazioni. Non volevo cedere a quelle proposte ritenendole banali (a volte urtando la sensibilità di chi le proponeva) perché sapevo di dovere, volere andare oltre la solita rappresentazione.

La mia carriera da Arciere è nata all’insegna del “Target Panic” anzi, siccome sono italiano, del Panico del GIALLO. Trovandomi in questa triste condizione elaborai una serie di stratagemmi per cercare di sconfiggere questa maledizione, culminata poi, sommata ad altri motivi, con la mia rinuncia a proseguire nell’attività nonostante tutta la passione.

“Conosci bene la tecnica e padroneggi lo strumento ma non sai dominare la mente. Sai tirare quando tutte le circostanze ti sono favorevoli ma trovandoti su un terreno rischioso non riesci a raggiungere l’obiettivo” .

PAULO COELHO – Il cammino dell’arco

Fra i vari trucchi, uno in particolare mi diede lo spunto per la mia rappresentazione. Tentavo di isolare la mia mente allontanandola dal bersaglio e concentrandomi sul mio corpo, cercavo di diventare un tutt’uno con il mio arco. Immaginavo di guardare la freccia che volava via dall’arco per raggiungere un bersaglio sfumato che io non avrei dovuto vedere.

Ritenni allora che era questa l’immagine che avrei voluto rappresentare graficamente. Sapevo di poterlo fare considerata la mia dimestichezza con il PC e la conoscenza di vari software di grafica. Avviai il progetto aiutato dal software che conoscevo meglio e dopo tanti tentativi, prove, idee riuscii finalmente a stilizzare l’immagine . Ora per essere del tutto sincero non è proprio l’immagine che avrei voluto realizzare, un qualsiasi professionista della grafica rabbrividirebbe all’idea di un simile risultato ma è comunque ciò che più si avvicina e rappresenta al meglio l’idea, naturalmente dal mio punto di vista di dilettante della grafica.

Quando proposi la mia realizzazione agli altri soci ricevetti insulti, sberleffi dalla maggior parte di essi, il mio logo non era stato apprezzato e capito. Alcuni furono addirittura offensivi (me l’avevo cercata mi restituirono pane per focaccia). Durante una successiva assemblea riproposi il mio capolavoro completando la presentazione con la mia teoria (o forse non è la mia) secondo la quale per rappresentare graficamente una qualsiasi attività il logo non deve necessariamente rappresentarla ma deve essere un segno identificativo univoco. Inoltre, considerata la posticcia realizzazione, non potrà certo essere imitato o copiato!

il mio logo fu, comunque, approvato dalla maggior parte dei soci , il più convinto sostenitore fu l’allora Presidente che motivò il suo gradimento definendolo “quantomeno originale”

Recentemente alcuni soci ne hanno richiesto la rivisitazione ma nessuno è stato capace di proporre idee altrettanto originali, solo nuraghi, bronzetti nuragici ecc….

La freccia corre verso un bersaglio sfumato e confuso che casualmente è giallo !