A.S.D. Arcieri Arcos - Nuoro

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ARCO E UOMO 

 

Un binomio che ha origine in un’epoca lontana. Un’epoca in cui la precisione del tiro faceva la differenza tra vivere o morire, tra nutrirsi o patire la fame.

L’arco ha rappresentato nella storia dell’umanità uno dei primi esempi d’arma tecnologica che ha permesso al cacciatore di uccidere la preda restando ad una distanza di sicurezza, evitando scontri corpo a corpo e riuscendo a supplire alle differenze d’agilità e velocità tra uomo e animale.
Come spesso accade, nel corso del tempo l’arco diventò un’arma da utilizzare contro avversari sempre più scaltri e pericolosi: altri uomini.
E fino alle epoche moderne ha costituito un’elemento fondamentale negli eserciti di buona parte del mondo “civile”: egiziani, mongoli, indiani d’America sono solo alcuni tra i più abili arcieri che la storia ricordi.
Oggi troviamo l’arco ancora al fianco di uomini che ad esso affidano la propria sopravvivenza in vari continenti, dalle foreste dell’Amazzonia a quelle dell’Africa.
L’avvento di armi moderne e più efficaci hanno fatto sì che nel mondo occidentale a poco a poco l’arco perdesse importanza e rilievo fino alla sua rinascita all’inizio del 1900 quando, grazie alla passione di alcuni tiratori in vari paesi del mondo, è diventato oggetto di una disciplina sportiva.

E’ il 1931 e a Leopoli, in Polonia, nasce la F.I.T.A. (Federazione Internazionale di Tiro con l’Arco) che per la prima volta stila un regolamento che permette agli arcieri di avere un protocollo ufficiale da seguire per le gare di tiro con l’arco. La FITA riuscirà nel 1974 a Monaco a far inserire il tiro con l’arco come specialità olimpica. In Italia il punto di riferimento per quanti praticano questa disciplina è la FITARCO (Federazione Italiana di Tiro con l’Arco) nata nel 1961.
Nel corso del tempo l’arco ha subito notevoli cambiamenti sia per quanto riguarda la struttura, sia riguardo ai materiali usati per la sua costruzione, adattandosi ad essere strumento di caccia potente e silenzioso o arma temibile veloce e maneggevole.
Abbandonati i materiali tradizionali quali legno e canapa gli archi e le frecce oggi in commercio per la pratica agonistica sono costituiti da leghe d’alluminio e/o carbonio e fibre in kevlar.
La normativa di gara attualmente in uso prevede tre Tipologie di Arco e quindi tre Divisioni arcieristiche:

Arco Nudo: è l’arco tradizionale composto di una parte centrale (riser) e da due flettenti. Sono presenti sul riser un poggiafreccia (rest) e un bottone elastico (ammortizzatore di freccia). L’uso di quest’arco permette un tipo di tiro più simile a quello tradizionale.

Arco Olimpico: strutturalmente simile al precedente. L’ordinamento olimpico prevede l’utilizzo di mirino, stabilizzatori e ammortizzatori che conferiscono maggiore stabilità al tiro.

Compound: nato per esigenze di caccia è sicuramente quello più tecnologico e che maggiormente si discosta dall’immagine tradizionale dell’arco. E’ dotato alle estremità di due carrucole che hanno lo scopo di diminuire lo sforzo di trazione dell’arciere conferendo allo stesso tempo una maggiore potenza al tiro.

 

 

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